Attentato a Dacca

foto-dei-terroristi-in-bangladeshCI sediamo qui, all’aperto”. Ore 20.10 di venerdì: mancano 35 minuti all’assalto di Dacca quando Claudia D’Antona, il marito Gianni Boschetti e il loro cliente ed amico Claudio Cappelli scelgono il tavolo all’Holey Artisan Bakery: “Se ci fossimo seduti dentro, sarei morto”, dice Boschetti. Sono lì per salutarsi prima delle ferie di fine Ramadan: il Bangladesh si ferma per una decina di giorni, per Claudio è vigilia di rientro in Italia; per Gianni e Claudia – che a Dacca ci vivono – è l’inizio di una vacanza antistress.

20.30: L’ULTIMO SALUTO
All’interno del locale, il tavolo per sette persone prenotato dagli altri italiani è già pieno per metà. Arrivano alla spicciolata, alle 20.30 sono tutti lì quando Jacopo Bioni, il gelataio e casaro italiano che sostituisce uno dei due chef argentini, si avvicina al tavolo per salutarli. Ci sono Adele Puglisi, Nadia Benedetti, Simona Monti e Maria Riboli insieme a Vincenzo D’Allestro, Cristian Rossi e Marco Tondat. Anche loro sono riuniti per i saluti, stanno tutti per tornare in Italia. Il ristorante fa cucina spagnola, ma chiedono a Jacopo un fuori menù, una pastasciutta all’italiana. Anche il titolare dell’Holey, Ali Arsalan, li conosce bene: sono buoni clienti. Ma lui è già uscito. Continue reading

Istanbul: attacco all’aeroporto di Ataturk

094040197-5040189f-63f9-4f51-8d3e-cb5bf7e14be5Dodici ore dopo l’attentato kamikaze che ha riportato il terrore a Istanbul, si torna a volare all’aeroporto di Ataturk. Il bilancio delle vittime continua ad aggravarsi: almeno 42 i morti e 239 feriti, tra poliziotti, personale in servizio nello scalo e viaggiatori. Ieri sera, intorno alle 22.10, erano nella zona del terminal dei voli internazionali, dove tre terroristi armati di pistole e kalashnikov hanno sparato sulla folla e poi si sono fatti esplodere. L’imperativo categorico è riportare tutto alla normalità in tempo record, per dimostrare che la Turchia non ha paura. E una giornalista rivela: i servizi segreti di Ankara avevano avvertito sul rischio di un attacco 20 giorni fa. Per il capo della Cia, John Brennan, l’attentato ha “il marchio d’infamia” dello Stato islamico. Tra le vittime numerosi stranieri: sei sauditi, due iracheni, un cinese, un giordano, un tunisino, un iraniano, un ucraino, un cittadino uzbeco e una donna palestinese. Identificati i tre kamikaze: uno sarebbe cittadino turco, gli altri due di diversa nazionalità.  Continue reading

Strage al Bardo di Tunisi, arrestato sospettato a Milano

115857389-eb7c3d21-e155-4030-83d3-4202f6ccf62fUn marocchino di 22 anni è stato arrestato nel Milanese per la strage al museo Bardo di Tunisi. Abdel Majid Touil (alias Abdallah), si trovava in Italia un mese prima della strage. Il 17 febbraio era arrivato in Sicilia, a Porto Empedocle, a bordo di un barcone. Qui era stato identificato insieme ad altre 97 persone e aveva ricevuto un provvedimento di espulsione dal questore di Agrigento (e su questo punto si scatenano le polemiche politiche). I magistrati tunisini che hanno spiccato un mandato di cattura internazionale ritengono che Touil sia coinvolto nella strage del 18 marzo a Tunisi. Secondo Mohamed Alì Aroui, portavoce del ministero dell’Interno tunisino, Touil avrebbe dato “un supporto logistico al gruppo armato responsabile dell’assalto”. E ha precisato che “le autorità tunisine e quelle italiane si stanno coordinando per la sua estradizione”. Continue reading

Attentato al Museo del Bardo: una nuova sfida per la Tunisia

n-BARDO-hugeIn un contesto globale caratterizzato dall’avanzata dell’estremismo religioso e dalla conseguente fobia del terrorismo, l’attentato avvenuto in Tunisia il 18 marzo scorso non può che gettare benzina sul fuoco. Vittime dell’efferata violenza sono stati in questo caso 20 turisti di 11 nazionalità diverse e un poliziotto tunisino, colpiti in un luogo dall’alto valore simbolico: il museo del Bardo, situato proprio di fianco al Parlamento tunisino. La prima reazione non può essere che di ferma condanna per questo omicidio plurimo ai danni di civili inermi, ma al di là del fatto tragico in sé, è evidente che ad essere stato colpita al cuore è stata la Tunisia intera. Il Paese è infatti il solo che, in seguito alle sollevazioni popolari chiamate “primavere arabe” dai media occidentali, ha intrapreso un processo di transizione democratica pacifica ed esemplare sotto molti aspetti. Non va dimenticato che la Tunisia ha avviato nel 2011 un difficile processo di riforma dell’assetto costituzionale, che malgrado le difficoltà è culminato con l’adozione di una nuova Costituzione il 27 gennaio 2014,da parte di una Assemblea costituente democraticamente eletta. Continue reading

Yemen: cinque bombe esplodono a Sanaa,un morto

Explosive devices hit the old Yemeni city of Sana'aCinque piccole bombe sono esplose nel centro di Sanaa, uccidendo un membro di una milizia sciita. Lo riferiscono fonti mediche locali. La prima esplosione è avvenuta in un vecchio quartiere di Sanaa, quando i miliziani ha cercato di disinnescare una bomba piazzata sotto l’auto di un giudice. Un miliziano è rimasto ferito ed è morto successivamente in ospedale. Altre bombe sono esplose in cassonetti della spazzatura, senza causare vittime. Fonte: www.ansa.it

Suicide donne yazide schiave jihadisti

Yazidis and Kurds protest against ISIS in HanoverAlcune donne yazide ridotte in stato di schiavitù e abusate dai jihadisti dell’Isis hanno preferito suicidarsi piuttosto che sopportarne le violenze. Lo ha riferito Amnesty International in una nota. Gli yazidi sono stati vittime di varie razzie dei jihadisti dell’Isis che si sono impadroniti di ampi territori nel nord dell’Iraq, tra cui, nell’agosto scorso, la regione di Sinjar, popolata da questa minoranza curdofona considerata eretica dal gruppo estremista sunnita. Fonte: www.ansa.it

Isis, nuovo orrore: mostrati 13 corpi decapitati

isisNuove orrori dai jihadisti dell’Isis, attivi in Iraq e in Siria: alcune foto che documentano la decapitazione di altre 13 persone sono state diffuse dal Site. Secondo l’Isis, le vittime sono combattenti di tribù sunnite irachene che si oppongono a loro (i cosiddetti Cavalieri di Al-Aman) catturati 10 giorni fa fra Tikrit e Al-Alam. “Obama, ti sgozzeremo perché sei infedele. Verremo fino al centro di New York”: suona così la nuova farneticante minaccia dello Stato islamico (Isis) agli Stati Uniti, che da quest’estate guidano una coalizione internazionale, benedetta anche da Russia e Iran, contro i jihadisti dell’Isis, padroni da tempo di ampie regioni di Iraq e Siria. L’inedita minaccia contro gli Stati Uniti è stata pronunciata non dal ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi, leader del gruppo jihadista, ma da uno dei tanti miliziani, comparso in un video diffuso oggi su Internet nel quale si mostra l’ennesima raccapricciante scena di una decapitazione. Il filmato contiene anche scioccanti scene di bambini che infieriscono, ridendo, sul corpo senza testa della vittima. La vittima è un “maiale alawita”, in riferimento a un soldato governativo siriano membro della stessa comunità a cui appartengono i clan al potere in Siria da mezzo secolo. Intanto, nel nord ovest della Siria, prosegue l’altra guerra tra il regime siriano e il variegato fronte di insorti, tra cui qaedisti. Continue reading

Isis: 46 vittime giustiziate in Iraq

Nuovo video, Isis decapita miliziano curdo in IraqQuarantasei persone sono state giustiziate nelle ultime 48 ore dai jihadisti dello Stato islamico (Isis) a Mosul, in Iraq. Lo riferiscono fonti della seconda città irachena conquistata dall’Isis. Citate dal quotidiano panarabo al Arabi al Jadid, edito a Beirut con fondi del Qatar, le fonti affermano che 12 vittime erano siriani accusati di “spionaggio” in favore della Coalizione anti-Isis.

Fonte: www.ansa.it

Siria: 1429 vittime dell’Isis

FBI seeks public assistance in identifying potential jihadist fightersSono 1.429, in maggioranza civili, le persone vittime di ‘esecuzioni’ capitali dell’Isis in Siria negli ultimi cinque mesi, dalla proclamazione cioè del ‘Califfato islamico’. Lo ha detto oggi Rami Abdel Rahman, direttore dell’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), citato dall’agenzia Afp. “I civili ‘giustiziati’ sono stati 879, tra i quali 700 membri del clan tribale degli Shaitat”, ha precisato Rahman.

Fonte: www.ansa.it

Pakistan: olre 50 i bambini morti a causa della carestia

Famine claims dozens of lives in TharparkarISLAMABAD: In poco più di un mese oltre 50 bambini sono morti per la malnutrizione in un distretto del sud Pakistan colpito da una grave siccità che dura ormai da tre anni. La carestia, che interessa la regione semidesertica del Tharkarpar, una delle più povere della provincia del Sindh, ha finora ucciso 500 persone, in maggior parte bambini sotto i 5 anni. Il governo del Sindh è sotto accusa per non intervenire con piani di assistenza adeguati e episodi di corruzione nella distribuzione delle razioni.

Fonte: www.ansa.it