Attentato a Dacca

foto-dei-terroristi-in-bangladeshCI sediamo qui, all’aperto”. Ore 20.10 di venerdì: mancano 35 minuti all’assalto di Dacca quando Claudia D’Antona, il marito Gianni Boschetti e il loro cliente ed amico Claudio Cappelli scelgono il tavolo all’Holey Artisan Bakery: “Se ci fossimo seduti dentro, sarei morto”, dice Boschetti. Sono lì per salutarsi prima delle ferie di fine Ramadan: il Bangladesh si ferma per una decina di giorni, per Claudio è vigilia di rientro in Italia; per Gianni e Claudia – che a Dacca ci vivono – è l’inizio di una vacanza antistress.

20.30: L’ULTIMO SALUTO
All’interno del locale, il tavolo per sette persone prenotato dagli altri italiani è già pieno per metà. Arrivano alla spicciolata, alle 20.30 sono tutti lì quando Jacopo Bioni, il gelataio e casaro italiano che sostituisce uno dei due chef argentini, si avvicina al tavolo per salutarli. Ci sono Adele Puglisi, Nadia Benedetti, Simona Monti e Maria Riboli insieme a Vincenzo D’Allestro, Cristian Rossi e Marco Tondat. Anche loro sono riuniti per i saluti, stanno tutti per tornare in Italia. Il ristorante fa cucina spagnola, ma chiedono a Jacopo un fuori menù, una pastasciutta all’italiana. Anche il titolare dell’Holey, Ali Arsalan, li conosce bene: sono buoni clienti. Ma lui è già uscito. Continue reading

Strage di San Bernardino in California. Obama: “Stop con le armi facili”. L’Isis inneggia: “Killer nostri soldati”

downloadAncora tensione negli Stati Uniti e dopo la strage in California e l’ennesima forte presa di posizione di Barack Obama contro le armi facili, un nuovo episodio in Wisconsin dove è stato arrestato l’uomo che è entrato in un negozio di moto a Neenah, aprendo il fuoco e prendendo alcuni ostaggi. Due le persone che sono rimaste ferite durante la sparatoria, tra cui un poliziotto, ma le loro condizioni non sono gravi. Obama: Strage di San Bernardino in California “tragedia per tutto il Paese” – “Stiamo indagando sul caso come un atto di terrorismo”L’FBI, dopo due giorni di indagini, tenta di mettere un primo punto fermo sulla strage di San Bernardino, in California, costata la vita a 14 persone. Una “tragedia per tutto il Paese”, ha detto il presidente Usa Barack Obama sottolineando che: “i nostri cuori sono a San Bernardino, un’altra comunità americana distrutta dalla violenza indicibile”. Continue reading

Mecca: crolla una gru sulla Grande Moschea

downloadTragedia alla Mecca: almeno 107 persone sono morte e altre 238 sono rimaste ferite dopo che una gigantesca gru si è abbattuta sulla Grande Moschea di Masjid al-Haram. Lo hanno reso noto fonti della locale Protezione Civile. La città saudita, il luogo più sacro dell’Islam, a breve attende l’arrivo di milioni di fedeli per l’annuale haj, il pellegrinaggio che ogni credente musulmano è tenuto a effettuare almeno una volta nella vita. Le autorità saudite hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto, mentre sul luogo della strage sono stati dispiegati 15 squadre di soccorso, mediche e civili. Tutti gli ospedali della Mecca sono in stato di massima allerta per ricevere i feriti e il bilancio delle vittime potrebbe salire ancora drammaticamente. La gru che si trovava all’esterno della Grande Moschea è crollata su una parte del tetto del luogo sacro abbattendosi in un settore della sala di preghiera dove si trovavano centinaia di pellegrini. Le operazioni di soccorso proseguono e il bilancio è destinato ad aggravarsi per le condizioni di molti feriti. L’incidente è avvenuto a una decina di giorni dalla festività del Sacrificio (Id al Adha) la principale festa del calendario islamico.  Continue reading

Strage al Bardo di Tunisi, arrestato sospettato a Milano

115857389-eb7c3d21-e155-4030-83d3-4202f6ccf62fUn marocchino di 22 anni è stato arrestato nel Milanese per la strage al museo Bardo di Tunisi. Abdel Majid Touil (alias Abdallah), si trovava in Italia un mese prima della strage. Il 17 febbraio era arrivato in Sicilia, a Porto Empedocle, a bordo di un barcone. Qui era stato identificato insieme ad altre 97 persone e aveva ricevuto un provvedimento di espulsione dal questore di Agrigento (e su questo punto si scatenano le polemiche politiche). I magistrati tunisini che hanno spiccato un mandato di cattura internazionale ritengono che Touil sia coinvolto nella strage del 18 marzo a Tunisi. Secondo Mohamed Alì Aroui, portavoce del ministero dell’Interno tunisino, Touil avrebbe dato “un supporto logistico al gruppo armato responsabile dell’assalto”. E ha precisato che “le autorità tunisine e quelle italiane si stanno coordinando per la sua estradizione”. Continue reading

Afghanistan: si fa esplodere durante una partita di pallavolo

C_4_articolo_2080908_upiImageppE’ di 45 morti e oltre 56 feriti il drammatico bilancio di un attacco suicida sferrato nel distretto di Yahyakhail, nell’Afghanistan orientale. Il kamikaze si è fatto esplodere mentre era in corso una partita di pallavolo. Il portavoce del governatore della provincia di Paktika, Mokhis Afghan, ha confermato che ad assistere al match c’era un centinaio di persone. Tra le vittime molti bambini e giovani. L’evento sportivo era organizzato dalla polizia locale. Secondo quanto ricostruito, il kamikaze era in moto. Tra le vittime ci sono civili e agenti di polizia. L’attentato non è stato rivendicato finora.  Continue reading

Spari e terrore a Gerusalemme

img1024-700_dettaglio2_Gerusalemme-attacco-alla-sinagoga-Reuters“Il primo terrorista è entrato mentre stavamo pregando ed ha cominciato ad esplodere colpi con una pistola gridando ‘Allah u Akbar’ (Dio è il più grande), pochi secondi dopo è entrato il secondo brandendo un grosso coltello da macellaio e ha iniziato a colpire chiunque avesse davanti”. Joseph Pasternak, uno dei sopravvissuti all’attacco alla sinagoga del quartiere ortodosso sefardita di Har Nof a Gerusalemme, lo racconta ancora con la voce terrorizzata. La stessa paura e lo stesso sconcerto che appare negli occhi della gente ancora riunita attorno al tempio ebraico in una marea di polizia, mezzi di soccorso e agenti in borghese, mentre in cielo ancora volteggiano gli elicotteri. “Sono riuscito a scendere le scale e a rifugiarmi in cucina”, dice all’ANSA Pasternak, un religioso padre di otto figli. “Dopo pochi minuti – aggiunge – ho cominciato a sentire le sirene e gli spari della polizia all’esterno”.

“Una scena terrificante, qualcosa che non avrei mai voluto vedere in una sinagoga”, confessa Mati Golditz, capo delle operazioni sul terreno di Zaka, il servizio di emergenza composto da religiosi che si occupa “dell’identificazione delle vittime dei disastri”. E Golditz, come dice lui stesso, ne ha viste molto di scene di violenza. Secondo il racconto di altri testimoni presenti sul posto, alcune vittime avrebbero avuto parte degli arti amputati durante l’assalto da parte dei due palestinesi originari di Jabal Mukaber, un quartiere di Gerusalemme est. “Questa è una tragedia per tutta l’umanità, anche per i terroristi: sono morti anche loro, cosa pensavano di ottenere con questo terribile atto?”, sottolinea con foga David Osborne, un avvocato religioso che risiede nel quartiere e frequenta abitualmente la sinagoga.

“Ora – esorta, e il tono della voce si fa più intenso – è necessario che i leader di entrambe le parti cerchino di calmare la situazione il più presto possibile”. “Non possiamo accettare – conclude scuotendo la testa – altro spargimento di sangue innocente”. Per tutta la mattina la folla si è accalcata fuori dalla sinagoga Kehinat Bnei Torah ed è stata trattenuta a stento dalla polizia. Tra i molti anche un gruppo di giovani che ha chiesto con insistenza le dimissioni del ministro della sicurezza Yitzhak Aharonovich: “Perché oramai – ha detto uno di loro – non ci sentiamo più sicuri nemmeno in sinagoga”. Altri, infuriati e pieni di rabbia, invocavano vendetta per le vittime al grido di “morte agli arabi”.

Diversi membri del parlamento israeliano sono arrivati sul posto per mostrare vicinanza alla comunità, tra questi la parlamentare Miri Regev e il capogruppo del Likud Danny Danon, che ha chiesto l’applicazione di “sanzioni economiche e il ritiro dei permessi Vip” per tutti i membri dell’Autorità palestinese. Il portavoce della polizia Micky Rosenfeld, da parte sua, ha tagliato corto: “In questo momento la situazione a Gerusalemme è sotto controllo, abbiamo dispiegato agenti in borghese in tutta la città”.

Fonte:www.ansa.it