Attentato Arabia Saudita

Bomb blast in MedinaL’Arabia Saudita ha compiuto una serie di arresti per l’attacco terroristico alla moschea del Profeta Maometto a Medina di lunedì, che ha lasciato quattro morti. Lo ha annunciato il ministero dell’interno di Riad, citato da Al Arabiya, che ha spiegato che gli arresti sono stati 19, di cui 12 pachistani e 7 sauditi. Riad ha anche annunciato di aver identificato l’attentatore suicida, un 26enne di nome Naer Moslem al-Nujaidi con problemi di tossicodipendenza. Quanto al secondo attacco a Qatif, il ministero dell’Interno ha fatto i nomi di Abdul Karim al-Hosni, di 20 anni, and Abdul Rahman al-Omar, di 23.

Fonte: www.ansa.it

Iraq, 26 morti in attacco suicida

download (1)Almeno 26 persone sono morte in un attacco contro un mausoleo sciita a Balad, ad una sessantina di chilometri a nord di Baghdad. Una cinquantina di persone sarebbero rimaste ferite. A colpire, diversi kamikaze e uomini armati. I terroristi avrebbero agito nella tarda serata di ieri, quando uno di loro si è fatto esplodere vicino ai poliziotti di guardia all’entrata del tempio Sayyd Mohammed di Balad. Un secondo attentatore è entrato nel mausoleo con nove uomini armati, prendendo di mira gli addetti alla sicurezza ma anche famiglie intente a celebrare l’ Eid al-Fitr, festività di fine Ramadan. Un terzo attentatore – precisa la polizia – è stato ucciso. L’ attacco non è stato finora rivendicato. Solo pochi giorni fa l’Isis aveva colpito a Baghdad, uccidendo 186 persone.

Fonte. www.ansa.it

Turchia: attacco a raduno socialista

suruc_6751Almeno trenta morti e cento feriti. E’ questo l’epilogo dell’attentato kamikaze avvenuto nel centro culturale Amara a Suruc, città turca nella provincia sud-orientale di Sanliurfa, che si trova a soli dieci chilometri dal confine con la Siria. Il ministero dell’Interno di Ankara parla apertamente di “attacco terroristico“, riconducibile all’Isis. A compierlo è stata – secondo il sito del quotidiano Hurriyet che cita fonti dell’amministrazione locale – una ragazza di 18 anni vicina allo Stato islamico che si è fatta esplodere durante un incontro organizzato dalla Federazione delle associazioni della gioventù socialista curda e turca (Sgdf): gli attivisti stavano partendo per Kobane dove avrebbero portato aiuti alla popolazione. Il numero dei morti non è ancora definitivo e sembra destinato a salire. Al momento dell’esplosione era in corso una riunione: si definivano gli ultimi dettagli per la missione di ricostruzione nella città curdo-siriana martoriata dal conflitto con lo Stato islamico e diventata il simbolo della resistenza contro i tagliagole di Abu Bakr al-Baghdadi. L’esplosione è avvenuta mentre i militanti, con bandiere e striscioni, stavano scattando alcune foto di gruppo nel giardino del complesso. Più cauto sull’identità del terrorista, il premier turco Ahmet Davutoglu: “Non è ancora stata svelata”. Continue reading

Attacco al Consolato italiano al Cairo, identificati i tre presunti attentatori

attentatori-cairo-535x300IL CAIRO. Si registra una prima svolta nelle indagini sull’attentato al Consolato italiano al Cairo. La sicurezza egiziana ha annunciato di avere identificato i presunti autori: «tre elementi del gruppo Ansar Beit el Maqdes», attivo nel Sinai e legato all’Isis. Un attacco «contro i Paesi che lottano al terrorismo», ha sottolineato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, arrivato nella capitale egiziana per esprimere la vicinanza del governo ai diplomatici italiani e per fare il punto sull’emergenza terrorismo con i vertici egiziani, incluso il presidente Sisi. Quanto è accaduto è un «fatto grave», «probabilmente un avvertimento indirizzato contro la presenza internazionale in questa città», ha affermato il titolare della Farnesina. «Credo che non dobbiamo interpretarlo come qualcosa di diretto particolarmente nei confronti degli italiani, ma certamente verso la presenza dei Paesi che condividono con l’Egitto un comune impegno contro il terrorismo».Poi un messaggio ai connazionali: «non c’è un particolare problema Italia, ma l’intenzione di colpire la cooperazione tra alcuni Paesi occidentali e non solo nel contrasto al terrorismo».  Continue reading

Libia: fermato attacco ai pozzi di Sirte

LIBIA: BRENT VOLA A 105 DLR, TOP DA SETTEMBRE 2008Un suicidio collettivo”. Così il portavoce del comando generale delle forze armate libiche, il colonnello Sakr El Grouchi, ha definito l’offensiva di sabato dei miliziani islamici di Fajr Libya (Alba della Libia), che hanno cercato di prendere il controllo dei pozzi di petrolio vicino a Sirte, nell’est del paese. Secondo il portavoce sono rimasti uccisi 38 miliziani nel bombardamento del loro convoglio da parte dell’aviazione governativa.

Gerusalemme: attacco a scuola araba-ebrea

img170773A Gerusalemme la notte fra sabato e domenica ultrà ebrei hanno attaccato una scuola nota come punto di incontro fra ebrei e arabi. Penetrati nel recinto dell’istituto, i vandali hanno appiccato il fuoco ad una classe e hanno imbrattato le pareti con scritte razziste: ”Gli arabi sono un tumore’, ‘Con i tumori con c’è coesistenza’, ‘No alla assimilazione’. Oggi tutti gli allievi si sono comunque presentati a scuola. Immediate le condanne del ministro dell’Istruzione e del sindaco.

Fonte: www.ansa.it

Isis tenta la conquista di Ramadi

Unrest in KarbalaJihadisti dello Stato islamico (Isis) hanno lanciato stamani una nuova offensiva in Iraq per conquistare l’intera città di Ramadi, capoluogo della regione occidentale di Anbar, quasi del tutto in mano all’Isis. Secondo fonti locali citate oggi dalla tv panaraba al Arabiya, attacchi congiunti dei jihadisti si concentrano su quartieri orientali di Ramadi, quasi un anno fa caduta in parte in mano allo Stato islamico.

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Spari e terrore a Gerusalemme

img1024-700_dettaglio2_Gerusalemme-attacco-alla-sinagoga-Reuters“Il primo terrorista è entrato mentre stavamo pregando ed ha cominciato ad esplodere colpi con una pistola gridando ‘Allah u Akbar’ (Dio è il più grande), pochi secondi dopo è entrato il secondo brandendo un grosso coltello da macellaio e ha iniziato a colpire chiunque avesse davanti”. Joseph Pasternak, uno dei sopravvissuti all’attacco alla sinagoga del quartiere ortodosso sefardita di Har Nof a Gerusalemme, lo racconta ancora con la voce terrorizzata. La stessa paura e lo stesso sconcerto che appare negli occhi della gente ancora riunita attorno al tempio ebraico in una marea di polizia, mezzi di soccorso e agenti in borghese, mentre in cielo ancora volteggiano gli elicotteri. “Sono riuscito a scendere le scale e a rifugiarmi in cucina”, dice all’ANSA Pasternak, un religioso padre di otto figli. “Dopo pochi minuti – aggiunge – ho cominciato a sentire le sirene e gli spari della polizia all’esterno”.

“Una scena terrificante, qualcosa che non avrei mai voluto vedere in una sinagoga”, confessa Mati Golditz, capo delle operazioni sul terreno di Zaka, il servizio di emergenza composto da religiosi che si occupa “dell’identificazione delle vittime dei disastri”. E Golditz, come dice lui stesso, ne ha viste molto di scene di violenza. Secondo il racconto di altri testimoni presenti sul posto, alcune vittime avrebbero avuto parte degli arti amputati durante l’assalto da parte dei due palestinesi originari di Jabal Mukaber, un quartiere di Gerusalemme est. “Questa è una tragedia per tutta l’umanità, anche per i terroristi: sono morti anche loro, cosa pensavano di ottenere con questo terribile atto?”, sottolinea con foga David Osborne, un avvocato religioso che risiede nel quartiere e frequenta abitualmente la sinagoga.

“Ora – esorta, e il tono della voce si fa più intenso – è necessario che i leader di entrambe le parti cerchino di calmare la situazione il più presto possibile”. “Non possiamo accettare – conclude scuotendo la testa – altro spargimento di sangue innocente”. Per tutta la mattina la folla si è accalcata fuori dalla sinagoga Kehinat Bnei Torah ed è stata trattenuta a stento dalla polizia. Tra i molti anche un gruppo di giovani che ha chiesto con insistenza le dimissioni del ministro della sicurezza Yitzhak Aharonovich: “Perché oramai – ha detto uno di loro – non ci sentiamo più sicuri nemmeno in sinagoga”. Altri, infuriati e pieni di rabbia, invocavano vendetta per le vittime al grido di “morte agli arabi”.

Diversi membri del parlamento israeliano sono arrivati sul posto per mostrare vicinanza alla comunità, tra questi la parlamentare Miri Regev e il capogruppo del Likud Danny Danon, che ha chiesto l’applicazione di “sanzioni economiche e il ritiro dei permessi Vip” per tutti i membri dell’Autorità palestinese. Il portavoce della polizia Micky Rosenfeld, da parte sua, ha tagliato corto: “In questo momento la situazione a Gerusalemme è sotto controllo, abbiamo dispiegato agenti in borghese in tutta la città”.

Fonte:www.ansa.it

Gerusalemme: attacco alla sinagoga

VT-IT-ART-37576-gerusalemme_attacco_sinagoga_lapresseDue uomini hanno attaccato stamane una sinagoga a Gerusalemme ed hanno aperto il fuoco uccidendo 4 fedeli ebrei e ferendone altri cinque. Lo riferisce il portavoce della polizia Micky Rosenfeld. Si tratta, secondo fonti militari, di un attacco terroristico. Secondo quanto riportano i media, alcuni dei fedeli ebrei feriti nell’attacco sono in gravissime condizioni.

fonte: www.ansa.it