Ramadan 2015

640x360Ogni buon musulmano deve rispettare i cinque pilastri dell’Islam: le due testimonianze di fede, le preghiere rituali, l’elemosina, il digiuno nel mese di Ramadan e il pellegrinaggio almeno una volta nella vita a La Mecca. Il 18 giugno 2015 inizia per tutti gli islamici il mese di Ramadan 2015 (che per il calendario lunare adottato dallo stesso Maometto può avere una durata di ventinove o trenta giorni) e dall’alba fino al tramonto dovranno astenersi dal mangiare, dal bere, dal fumare e dai rapporti sessuali. Il Ramadan (che tradotto vuol dire “mese torrido” e ciò sta a significare che in passato veniva “festeggiato” durante l’estate, mentre ora è legato al calendario lunare) rappresenta un periodo eccezionale per tutti i musulmani e che mette il fedele alla prova: resistere alle tentazioni terrestri.  Continue reading

Isis: Fabius, sarà una lotta di lungo termine

Mideast SyriaQuella contro l’Isis “sarà una lotta di lungo termine, bisogna saperlo”: lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, rivolgendosi alla stampa durante la riunione ristretta della coalizione anti-Isis a Parigi. Oggi, ha aggiunto, la coalizione ha dato prova di “unità e determinazione comune per combattere i terroristi dell’Isis, che sono dei finti religiosi e dei veri criminali”. Ventiquattro ministri (per l’Italia Paolo Gentiloni) e rappresentanti di istituzioni internazionali si sono riuniti al Quai d’Orsay in un momento particolarmente difficile per la coalizione, a pochi giorni dalla caduta di Palmira in Siria e di Ramadi in Iraq. “Dopo alcune cose che non sono andate bene a Ramadi e Palmira, oggi c’è un rilancio dell’impegno della coalizione, l’impegno del governo di Baghdad alla riconquista di Ramadi e l’impegno a una politica inclusiva da parte del governo iracheno sia nei confronti della comunità sunnita sia nei confronti dei curdi”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, a margine della riunione ministeriale della coalizione anti-Isis a Parigi. Continue reading

Isis chiude la diga di Ramadi, rischio tragedia umanitaria

ISIS USA LA SETE COME ARMA IN IRAQ, CHIUSA DIGA SULL'EUFRATEIsis: chiusa diga Ramadi,rischio tragedia umanitaria
E’ allarme umanitario nella regione di Anbar confinante con la capitale Baghdad dopo che miliziani dello Stato islamico (Isis) hanno chiuso le condotte della diga di Ramadi sull’Eufrate, limitando l’afflusso di acqua in alcune località a est della città. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya. il governatore di Anbar, Sabah Karhut, ha confermato il drastico abbassamento del livello dell’Eufrate nei pressi di Habbaniya e Khaldiya, centri minori sulla strada per Baghdad e assediati dall’Isis. “Si rischia la tragedia umanitaria”, ha detto, citato dalla tv, Rafea Fahdawi, leader di una tribù locale in lotta contro l’Isis. Come riferisce oggi il quotidiano al Hayat, i jihadisti intendono attaccare Khaldiye e Habbaniya dopo aver costretto gli abitanti e le forze locali ad arrendersi perché senza più acqua potabile.

Scatta intanto l’offensiva dei jihadisti nel nord est della Siria

Intensi scontri sono in corso nel nord-est della Siria tra jihadisti dello Stato islamico (Isis) e forze governative. Lo riferiscono fonti locali secondo cui l’Isis ha lanciato per il secondo giorno consecutivo un’offensiva contro la prigione Juvenile a sud di Hasake, capoluogo dell’omonima regione a maggioranza curda. Le fonti precisano che i jihadisti hanno tentato di fare breccia tra le linee di difesa governative usando due attentatori suicidi. La battaglia è ancora in corso ma le notizie non possono essere verificate sul terreno.

Fonte: www.ansa.it

Israele, 2 razzi lanciati da Gaza

Israel launches offensive in GazaDue razzi lanciati da Gaza hanno colpito stasera zone disabitate nei pressi di Ashkelon e di Netivot, due cittadine nel sud di Israele. Poco prima in gran parte della zona sono risuonate le sirene di allarme anti missili. E’ la seconda volta che avviene in 8 giorni: il 26 maggio scorso un razzo lanciato dalla Striscia e’ caduto non distante da Gan Yavne un centro vicino Ashdod sulla costa sud del paese. A seguito di quel lancio – attribuito ad un gruppo dissidente della Jihad Islamica poi arrestato da Hamas – l’aviazione israeliana ha colpito ”basi terroristiche” all’interno della Striscia, ma senza fare vittime. Nella stessa occasione sia il premier Benyamin Netanyahu sia il ministro della difesa Moshe’ Yaalon ammonirono Hamas ritenendola responsabile – come detentrice del potere a Gaza – di ogni accadimento nell’enclave. Il premier disse che Israele avrebbe mantenuto ad ogni costo la ”calma raggiunta” dopo 50 giorni di guerra nella scorsa estate. Ieri a Gaza è comparso un volantino con l’emblema dello Stato islamico che rivendica il lancio. I razzi di stasera – che secondo le attuali informazioni non hanno provocato ne’ danni ne’ vittime – sono stati lanciati, hanno detto i media, da Al-Shati nel nord della Striscia da un’area dove un tempo c’era l’insediamento ebraico di Netzarim vicino Gaza City. Al momento non sono stati rivendicati. Continue reading