Le monde est Bardo

122120070-67b8d121-d769-4a27-8eb4-853d719db24fAlmeno 70 mila persone hanno preso parte a Tunisi alla grande marcia internazionale contro il terrorismo. Una grande folla si era radunata dalle prime ore del mattino a piazza Bab Saadoun, luogo da cui è partito il corteo che è arrivata fino al Parlamento. Ingenti le misure di sicurezza: militari, agenti di polizia in assetto antisommossa e blindati schierati a protezione dei partecipanti, tra cui alcuni capi di Stato e di governo, parlamentari ed esponenti della società civile. Per l’Italia, presenti la presidente della Camera Laura Boldrini e il presidente del Consiglio Matteo Renzi, oltre a una delegazione di parlamentari. “L’Italia è insieme alla Tunisia nella battaglia difficile per la democrazia” ha detto il premier. “Non lasceremo il futuro in mano agli estremisti”, ha aggiunto. E ancora: “La Tunisia è un Paese che sta tentando con grande determinazione di restituire la speranza al proprio popolo”. Poi, insieme al presidente francese, Francois Hollande, Renzi ha deposto una corona di fiori alla stele in memoria delle 22 vittime dell’attacco al museo del Bardo (il nome dell’ultima vittima, la turista francese, Huguette Dupeu, morta ieri in seguito alle ferite riportate nell’attentato, è stato incollato alla stele). “E’ una marcia bellissima – ha detto Boldrini -. Il popolo tunisino è sceso in piazza contro il terrorismo. Noi siamo qui per esprimere solidarietà e rafforzare il processo democratico”. Continue reading

Attentato al Museo del Bardo: una nuova sfida per la Tunisia

n-BARDO-hugeIn un contesto globale caratterizzato dall’avanzata dell’estremismo religioso e dalla conseguente fobia del terrorismo, l’attentato avvenuto in Tunisia il 18 marzo scorso non può che gettare benzina sul fuoco. Vittime dell’efferata violenza sono stati in questo caso 20 turisti di 11 nazionalità diverse e un poliziotto tunisino, colpiti in un luogo dall’alto valore simbolico: il museo del Bardo, situato proprio di fianco al Parlamento tunisino. La prima reazione non può essere che di ferma condanna per questo omicidio plurimo ai danni di civili inermi, ma al di là del fatto tragico in sé, è evidente che ad essere stato colpita al cuore è stata la Tunisia intera. Il Paese è infatti il solo che, in seguito alle sollevazioni popolari chiamate “primavere arabe” dai media occidentali, ha intrapreso un processo di transizione democratica pacifica ed esemplare sotto molti aspetti. Non va dimenticato che la Tunisia ha avviato nel 2011 un difficile processo di riforma dell’assetto costituzionale, che malgrado le difficoltà è culminato con l’adozione di una nuova Costituzione il 27 gennaio 2014,da parte di una Assemblea costituente democraticamente eletta. Continue reading

Così Boko Haram ha portato l’Isis nel cuore dell’Africa

7FRTKYXG5444-2220-k0UB-U10401709076680qNH-700x394@LaStampa.it (1)Dal punto di vista dell’immagine sono all’opposto. Da una parte Abu Bakr al Baghdadi, due sole fototessere in nostro possesso, una sola apparizione, alla Grande Moschea di Mosul nel luglio del 2014. Dall’altra Abubakar Shekau, jihadista dalla mimica dei rapper, gesticolante e sbruffone nelle decine di video che lo vedono protagonista: «Mi diverto a sgozzare gli infedeli come mi diverto a sgozzare galline». Ma il leader dei Boko Haram è diventato il miglior allievo del califfo dello Stato islamico. L’unico ad aver occupato territori paragonabili, ad averne applicato fino in fondo la logica genocidaria.  Continue reading

Preghiere in Siria e Iraq per i 200 cristiani rapiti dall’Isil

download (2)Preghiera collettiva, vicino Damasco, in Siria, per la sorte dei 200 cristiani assiri rapiti dall’Isil a Nasaka. L’azione dei miliziani ha riguardato diverse località del nord della Siria, dove sarebbero stati compiuti veri e propri rastrellamenti e azioni di pulizia etnica. Si tratta dell’ennesima iniziativa contro le minoranze religiose presenti da secoli in Siria, Iraq e Turchia. Si prega anche a Kirkuk, nel Kurdistan iracheno, dove vivono numerosi cristiani assiri, in gran parte in fuga da Mosul. Continue reading

Ricetta: melanzane agrodolci (Algeria)

Melanzane_in_agrodolce_21262MELANZANE AGRODOLCI: Badigian bi ruman

INGREDIENTI: 2 melanzane – 1 cipolla – 2 spicchi d’aglio – 2 pomodori – 1 rametto di menta – 3 cucchiai di aceto di vino bianco – 1 ciuffo di prezzemolo – 30 gr. di zucchero – 2 cucchiai di sciroppo di melograno – 2 cucchiai di olio di oliva – sale.

Lavate le melanzane, mondatele senza sbucciarle e trìagliatele a dadini. Continue reading

La lettura del caffè turco

images (1)Il caffè turco è l’essenza della cultura turca, la colonna principale della famosa ospitalità. In Turchia si dice “bir kahvenin bin yil hatiri vardir” cioè un caffè turco offerto si ricorda per mille anni, la prima cosa che ti chiedeno quando andate a casa o al negozio di qualcuno è come volete il vostro caffè, quindi lo si può prendere senza zucchero (sade) oppure poco (az sekerli), medio (orta), tanto zuccherato (sekerli). Continue reading

Il Mauseleo di Tamerlano…il gioiello dell’Uzbekistan

imagesIl Mausoleo di Tamerlano (persiano: گور امیر‎, Gur-e Amir) è il mausoleo del conquistatore mongolo Timur, meglio conosciuto in occidente come Tamerlano. Il mausoleo si trova nella città di Samarcanda nell’attuale Uzbekistan. Occupa un posto fondamentale nella storia della architettura islamica, perché fu precursore e modello per le posteriori grandi tombe dell’architettura Moghul, tra cui la Tomba di Humayun a Delhi ed il Taj Mahal ad Agra. Il complesso è stato oggetto di importanti restauri. Il portale d’ingresso al complesso di Muhammad Sultan è decorato con mattoni incisi e vari mosaici. Le decorazioni del portale furono realizzate dall’esperto maestro Muhammad bin Mahmud Isfahani. Continue reading

Contaminazione islamica a Palermo

2969Palermo non si chiamerebbe cosi se la città non fosse appartenuta al mondo arabo, come lo fu per due secoli. Il nome, infatti “Panormus” (dal greco, “tutto porto”) che la città portava sin da tempi antichi, dagli Arabi non fu inteso e perciò storpiato in “Balarmuh”. I Musulmani conquistarono la Sicilia sottraendola al dominio del loro grande rivale di dell’epoca: l’impero di Bisanzio. Lontana dalla capitale Costantinopoli, l’isola mediterranea era una provincia sfruttata, come nei tempi romani, dal sistema latifondista e dalla monocoltura del grano. Nel nono secolo la tendenza autonomista dell’ultimo governatore bizantino della Sicilia provocò e facilito l’invasione musulmana. Le navi musulmane partono da Suso (Tunisia) per approdare a Mazara nell’827. Continue reading