Convegno: il Medio Oriente che cambia

invito301014-page-001 invito301014-page-00230 ottobre 2014 ore 15,00
Sala Conferenze di Palazzo Turati, via Meravigli 9b Milano

Iniziativa promossa da CIPMO – Centro Italiano per la Pace nel Medio Oriente – in collaborazione con lo European Council on Foreign Relations (ECFR) e con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri – Unità di Analisi, Programmazione e Documentazione Storico-Diplomatica – del Comune di Milano, della Camera di Commercio di Milano, di Fondazione Cariplo, con il patronato di Regione Lombardia e il patrocinio della Provincia di Milano.

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l’UNESCO lancia l’allarme

palmira1L’Unesco lancia l’allarme: tutti i siti siriani Patrimonio dell’Umanità sono a rischio, minacciati dagli scontri e dalla guerra civile.
La Siria ha sei siti considerati Patrimonio dell’Umanita’ e tutti e sei sono ormai considerati in pericolo e inseriti nella lista ‘a rischio’: le citta’ di Damasco, Aleppo e Bosra, l’oasi di Palmira, il castello crociato di Crac des Chevaliers e quello noto come la Fortezza di Saladino, Qal’at Salah El-Din, oltre agli antichi villaggi nel nord del Paese. In particolare l’antica citta’ di Aleppo, secondo l’Unesco, ha subito ‘le distruzioni piu’ brutali’ perche’ finita lungo ‘la linea del fuoco’ (ad aprile fu distrutto il minareto della moschea degli Omayyadi, costruito originariamente nell’VIII secolo d.C. e poi ricostruito nel XIII) .

Dossier Immigrazione 2014

Schermata-2014-10-29-alle-16.02.15Sono 5.364.000 gli immigrati presenti in modo regolare sul territorio italiano all’inizio del 2014: la stima è del Dossier statistico immigrazione, presentato oggi. Una cifra più alta rispetto alle rilevazioni ufficiali sugli stranieri residenti (4.922.085). La presenza straniera, secondo il rapporto, è diminuita nel nord mentre è aumentata al centro e al sud. In crescita le acquisizioni di cittadinanza: da 65mila (2012) a più di centomila (2013). In calo i permessi di soggiorno scaduti e non rinnovati (145.670 nel 2013). Le donne sono il 52,7% del totale degli stranieri regolari, i minori oltre 1 milione e 802.785 gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2013-2014 (il 9,0% di tutti gli iscritti, ma ben il 20% a Piacenza e a Prato). L’incidenza dei residenti stranieri sulla popolazione totale ha raggiunto l’8,1% e in 27 province supera il 10%, con punte massime in alcuni piccoli comuni, tra i quali spicca Baranzate in provincia di Milano (31%).

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Spezie dai mille colori

images“Il cibo di due è sufficiente per tre e il cibo di tre è sufficiente per quattro”.
Questo detto del Profeta Muhammad riassume bene l’ospitalità tipica degli arabi: offrire tè, caffè o cibo è parte integrante del loro modo di vita, per questo motivo il cibo è sempre preparato in quantità generosa e ciò che non manca nei piatti arabi sono le spezie.
Alcune spezie sono conosciute anche da noi, come il peperoncino, il curry, l’anice e lo zafferano, altre sono tipiche delle zone d’origine. Ad esempio: il cardamomo (in arabo hal), semi neri racchiusi in piccoli gusci verdi che servono a profumare il caffè e il tè, il cumino (kamun) utilizzato per la preparazione di piatti a base di carne, il coriandolo (kuzbara) molto simile al prezzemolo e la curcuma (kurkum) una spezia di origine indiana  simile allo zafferano.

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Marocco: la città blu di Chefchauen

images (4)Se c’é una città nel mondo dove tutto sembra fatto per deliziare i sensi del visitatore, è certamente di Chefchaouen. Costruita nel XV secolo tra le montagne del montagne del Rif del Marocco, Chefchouen (o Chaouen) prende il nome da due cime che vi si affacciano. Significa “corna” in lingua berbera. Chefchaouen è stata fondata al fine di proteggere le popolazioni locali dalle  conquiste straniere. La regione è stata ambita dai portoghesi e spagnoli. L’attrazione della città cresce quando veniamo a sapere la sua storia. Infatti, la città era proibita  un secolo fa. I cristiani non avevano accesso. Vestito con un costume di un rabbino, Charles de Foucauld è stato il primo ad entrare nel 1883. Altri dopo di lui,  non sono tornati vivi. Gli spagnoli si impadronirono di  Chefchaouen nel 1920. È stata rilasciata nel 1956, dopo l’indipendenza del Marocco.

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Sapori e profumi del mondo arabo: speciale Marocco

Corso di cucina arabaL’Associazione Culturale Profumo d’Oriente in collaborazione con la Scuola di Cucina Red presentano: il SECONDO CORSO DI CUCINA ARABA! La cucina del Marocco è apprezzata in tutto il mondo per il modo in cui concilia con raffinatezza legumi e frutti colorati, spezie rare e profumate, pesci delicati e carni saporite, dolci irresistibili. La cucina marocchina è considerata la migliore delle cucine orientali e vanta oltre 2000 anni storia col pregio di accomunare diverse realtà gastronomiche. E’ una cucina ricca di sapori, alcune volte anche molto forti, che sono però bilanciati fra loro e che riescono a lasciare un gradevole retrogusto. Le varie invasioni subite dal Marocco hanno avuto un aspetto positivo. Hanno infatti introdotto nella gastronomia locale nuovi alimenti che col tempo ne sono divenuti parte integrante. Questo è uno dei motivi per cui la cucina marocchina differisce completamente dalle altre cucine arabe, grazie anche all’influenza francese e alle forti tradizioni dei nomadi berberi.

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Hammam: un vero e proprio centro sociale

images (1)Ḥammām (in arabo: حمّام) indica in lingua araba, e in molte altre lingue che hanno incamerato parti più o meno cospicue di lessico arabo, il complesso termale in cui i musulmani effettuano il ghuṣl, o lavacro maggiore, o il wuḍūʾ , o lavacro minore, per conseguire la ṭahāra, o purità rituale, indispensabile per poter poi adempiere all’obbligo canonico della ṣalāt giornaliera. In lingua turca si scrive (e pronuncia) hammam. La funzionalità del ḥammām per un dovere cogente che ogni musulmano adulto e sano deve assolvere 5 volte nell’arco di un’intera giornata, ha fatto sì che esso godesse subito di immensa fortuna nel mondo islamico, ma non va dimenticato che esso acquisì assai presto – come in ambito romano antico e Bizantino – una precisa funzione sociale, essendo il ḥammām un luogo ideale per incontrarsi, passare piacevolmente il tempo, curando o facendosi curare il proprio corpo, conducendo finanche utilmente in porto affari vantaggiosi. Continue reading

Harem: il centro del potere

imagesE’ sempre stato il luogo dell’autorità femminile….altro che oasi di piacere e voluttà, l’harem era un luogo dove anche una donna acquisiva ed esercitava potere” spiega Fatema MERNISSI , famosa scrittrice maghrebina, che ha appena pubblicato Edizione Giunti il libro “L’Harem e l’Occidente”. Nel suo saggio la scrittrice, nata a Fez in Marocco, docente di sociologia all’Università Mohammed V° di Rabat, studiosa del Corano, vuole sfatare un mito dell’immaginario occidentale maschile, quel trinomio harem-concubina-sesso facile. Venuta alla luce in un harem, Mernissi vi è vissuta dieci anni, fino a quando il Movimento nazionalista non lo ha chiusi. L’idea del libro è scattata il giorno in cui si è ritrovata davanti al Bagno Turco di Ingrès al Museo del Louvre di Parigi e si è chiesta che cosa avessero a che fare quelle donne molli ed opulente con la intelligente e astuta Shaharazad, che impersona l’ideale arabo maschile, la narratrice delle “Mille e una Notte”. Continue reading

Il caffè turco

images (1)Si consuma in tutto il Medio Oriente. Si prepara nel cezve, un tipico bricco di rame e ottone con un lungo manico.
Per ottenere un perfetto caffè alla turca è necessario procurarsi del caffè macinato molto fine.
La tradizione prevede di utilizzare un macinino di ottone, così da ottenere una polvere impalpabile come lo zucchero a velo.
Si beve, in piccole e basse tazzine, quando la polvere è completamente depositata.

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L’arte dell’hennè

imagesIl tatuaggio con la henna è tradizione antichissima presso la cultura tunisina e araba in generale, trasmessa di generazione in generazione, di madre in figlia. La henna è una pianta spontanea originaria dell’India, dell’Arabia e dell’Africa del nord, utilizzata dalle popolazioni locali per le sue qualità benefiche e estetiche, per le quali si ricavano tinture vegetali di varie tonalità per la colorazione dei capelli e del corpo.Usufruire delle qualità di questa pianta eccezionale non è tradizione soltanto araba, le sue radici affondano fino all’estremo oriente , tant’è vero che i disegni delle donne del Sudan, del Marocco, dello Yemen vengono chiamati anche “Mehendi” termine indiano che indica le decorazioni tipiche delle donne indù. Nei paesi arabi l’uso della henna è di importanza capitale per segnare avvenimenti importanti, quali il matrimonio, tant’e’ vero che nel tempo si e’ istituito un vero e proprio mestiere, quello della donna specializzata nella lavorazione della henna, in tunisino “hannena”.

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