I tessuti pregiati d’Oriente

2014-02-18-11-12-19I tessuti pregiati orientali sono arrivati in Europa dalla Cina e dall’estremo Oriente tramite i mercanti arabi da sempre grandi viaggiatori. Grazie all’appoggio dei governatori (emiri), furono messe in opera strade e infrastrutture per garantire la sicurezza dei mercanti e delle merci, che oltre ad incorrere in normali pericoli di viaggio, dovevano affrontare dure condizioni ambientali tra deserti e montagne. Furono costruiti imponenti caravanserragli che offrivano ospitalità gratuita e permettevano ai viandanti di trovare ristoro. Gli scambi commerciali erano alla base dell’economia; era quindi nell’interesse dei vari governi edificare queste strutture, e la grandezza e il pregio era in stretta relazione con il prestigio del committente. Il Vicino Oriente per la sua posizione geografica era il centro della via della seta, motivo per cui ancora oggi troviamo molte stoffe che portano i nomi delle città che le diffusero. I tessuti più noti sono: damasco e damascato (dalla città di Damasco), mussola (primo centro di produzione islamica a Mossul, Iraq), ormesino (o anche ermisino, dal porto dell’isola di Hormuz in Iran, da dove si esportava), fustagno (dall’antica città di Fustat, Cairo attuale), taffettà (dalla parola persiana taftah)[1]. Continue reading

Contaminazione islamica a Palermo

2969Palermo non si chiamerebbe cosi se la città non fosse appartenuta al mondo arabo, come lo fu per due secoli. Il nome, infatti “Panormus” (dal greco, “tutto porto”) che la città portava sin da tempi antichi, dagli Arabi non fu inteso e perciò storpiato in “Balarmuh”. I Musulmani conquistarono la Sicilia sottraendola al dominio del loro grande rivale di dell’epoca: l’impero di Bisanzio. Lontana dalla capitale Costantinopoli, l’isola mediterranea era una provincia sfruttata, come nei tempi romani, dal sistema latifondista e dalla monocoltura del grano. Nel nono secolo la tendenza autonomista dell’ultimo governatore bizantino della Sicilia provocò e facilito l’invasione musulmana. Le navi musulmane partono da Suso (Tunisia) per approdare a Mazara nell’827. Continue reading

Il caravanserraglio

tr99se19Dal persiano kārvānsarāy (‘palazzo della carovana’), probabilmente attraverso il franc. caravansérail, che indica un edificio o un insieme di edifici destinati – nei paesi del mondo musulmano – ad accogliere viaggiatori e mercanzie, sia come luogo di sosta e di tappa sulle strade commerciali (c. stradale) sia come punto di arrivo o di deposito delle merci in prossimità o all’interno delle città (c. urbano). Al termine persiano si accostano altri termini arabi – khān (turco han), funduq e wakāla – dai significati originariamente diversi, che hanno finito nell’uso corrente per identificarsi in tutto o in parte.

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Tappeti d’oriente: una vera e propria arte dell’intreccio

2140-kum_-seta_-part_-b-307x190In Oriente, il tappeto ha origini particolarmente antiche, datate V secolo o VI secolo, più tardi il tappeto annodato sarebbe stato introdotto in Persia dai turchi Selgiuchidi a partire dall’XI secolo. Il più antico tappeto a noi pervenuto è noto come Tappeto di Pazyryk (circa 500 a.C.). L’arte del tappeto persiano giunse alle più alte vette durante la dinastia dei Safavidi, ovvero fino al primo quarto del Settecento. Nell’Ottocento ha un ruolo importante la città turca di Smirne dietro le accresciute richieste della borghesia europea. I Tappeti egiziani, un tempo chiamati Tappeti di Damasco o Tappeti mammelucchi a motivi geometrici stilizzati, furono prodotto di punta dei mercanti veneziani già dal 1500, come appare ad esempio nei dipinti dell’epoca di Tintoretto.

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L’Arte Islamica

imagesL’espressione arte islamica (o arti islamiche) comprende le arti prodotte a partire dall’Egira (622 dell’era cristiana) fino al XIX secolo da artisti (non necessariamente musulmani), che hanno vissuto in territori culturalmente legati alla religione dell’Islam. Essa riguarda ambiti assai vari, dall’architettura alla calligrafia, dalla pittura all’arte ceramica, ecc… Inizialmente l’arte islamica si è ispirata a quella bizantina, a quella romana, a quella paleocristiana, a quella persiana ed a quella cinese. Può essere suddivisa in vari periodi storici:

 

Degli Omayyadi (660-750)
Degli Abbasidi e quello della dinastia dei turchi Selgiuchidi (1100)
Dei Safavidi (1600)
Rinascita dell’arte sotto gli Ottomani

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l’UNESCO lancia l’allarme

palmira1L’Unesco lancia l’allarme: tutti i siti siriani Patrimonio dell’Umanità sono a rischio, minacciati dagli scontri e dalla guerra civile.
La Siria ha sei siti considerati Patrimonio dell’Umanita’ e tutti e sei sono ormai considerati in pericolo e inseriti nella lista ‘a rischio’: le citta’ di Damasco, Aleppo e Bosra, l’oasi di Palmira, il castello crociato di Crac des Chevaliers e quello noto come la Fortezza di Saladino, Qal’at Salah El-Din, oltre agli antichi villaggi nel nord del Paese. In particolare l’antica citta’ di Aleppo, secondo l’Unesco, ha subito ‘le distruzioni piu’ brutali’ perche’ finita lungo ‘la linea del fuoco’ (ad aprile fu distrutto il minareto della moschea degli Omayyadi, costruito originariamente nell’VIII secolo d.C. e poi ricostruito nel XIII) .

La calligrafia araba

TKimg43f724fee8ddcL’arte calligrafica araba è l’arte di scrivere in maniera codificata ed esteticamente ricercata usando l’alfabeto arabo e alfabeti di sua derivazione (persiano, turco osmanli, ecc.). L’arte della calligrafia è particolarmente considerata nell’Islam ed è per questo che alcuni usano parlare anche di calligrafia islamica. Non bisogna però dimenticare che, se la scrittura è stata un mezzo importante per la preservazione e la diffusione del Corano, la calligrafia araba ha storicamente trovato vasto uso anche in ambiti non strettamente religiosi, come ad esempio l’elaborazione di sigle calligrafiche per usi di cancelleria. Durante tutta la storia dell’Islam, il lavoro dei calligrafi venne ricercato e apprezzato. Data la convinzione che l’arte figurativa fosse una forma di idolatria, la calligrafia e le rappresentazioni astratte divennero i principali mezzi di espressione artistica nelle culture islamiche. La calligrafia araba, persiana e turco-ottomana è strettamente collegata con l’arte geometrica islamica (l’arabesco): i disegni sulle mura e sulle pareti delle moschee trovano corrispondenza con quelli sulle pagine. Gli artisti contemporanei del mondo islamico sfruttano tuttora l’eredità dell’arte calligrafica per inserire iscrizioni o figure astratte nelle loro opere.

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